AURELIO Naurelio nordera catalogoORDERA

(1° febbraio 1933 – 17 giugno 2012)

Aurelio Nordera nasce a Cazzano di Tramigna (Verona) nel 1933, risiede e lavora a Mantova e nella vicina Roverbella sino alla sua scomparsa nel 2012.

Nella sua formazione, oltre alla bottega della tradizione accademica locale di Enos Passerini e Giovanni Minuti, sono da menzionare i maestri Benito Boccolari e Marino Quartieri dell’Istituto d’Arte Venturi di Modena.

Accanto all'insegnamento del disegno e della storia dell’arte, si dedica all'attività plastica, prediligendo la ricerca della forma dapprima nella terracotta e nel bronzo, poi nel marmo.

Negli anni Sessanta si interessa allo studio di linee e volumi nella figura corporea. In seguito si avventura sempre più in un’esplorazione della materia volta all’indagine della forma in sé. Giunge così a sperimentare negli anni Ottanta categorie inconsuete della scultura come il movimento, lo slancio e la leggerezza che sfidano la statica compattezza del marmo. Su questa ricerca egli insiste negli anni Novanta, accentuando il processo di “trasfigurazione” della materia che diventa tra le sue mani vento, volo e fuoco, in un gioco di volumi dinamici e di piani diversamente mossi dalla luce. Come se “infondesse uno slancio vitale al corpo sottratto alla figurazione e rimaterializzato nelle forme cave dei panneggi, delle Vesti scompigliate, con la forza dell'illusione e la perizia dell'artefice” (Bartoli).

L’intensa produzione plastica è accompagnata da disegni, che non sono mai semplici esercizi preparatori o appunti bozzettistici, ma studio della forma, di figure ed epifanie che rivelano “la cura del comporre” (Bartoli), pur nella rapidità essenziale del segno.

A proposito delle filiazioni stilistiche, la critica ha individuato riferimenti a Blake, Fussli, Boccioni, Moore, Manzù, Wiligelmo, Martini, dell'Arca, Begarelli, Greco, Viani. Ma la sua opera è si è nutrita anche di figure arcaiche e di miti classici, spesso filtrati e rivisitati dalla cultura scultorea del Rinascimento e del Novecento.

Grazie a committenze pubbliche e private, gli è affidata la realizzazione di opere sacre e funerarie, di monumenti e arredi urbani. Gli sono dedicate mostre personali e partecipa a collettive, conseguendo premi e riconoscimenti della critica, oltre che larghi consensi di pubblico. Numerose sue opere figurano in collezioni private e pubbliche, in Italia e all’estero.